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16 07 2008Fote for Antonio Laglia into the Saatchi Gallery
http://www.saatchi-gallery.co.uk/showdown/index.php?showpic=149546
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Tag: Roma, Arte, painting, Londra
Categorie : Società
Fote for Antonio Laglia into the Saatchi Gallery
http://www.saatchi-gallery.co.uk/showdown/index.php?showpic=149546
Mostra di artisti iracheni
A cura dell’Ambasciata della Repubblica dell’Iraq
dal 15 al 26 luglio 2008
Preso la Biblioteca Elsa Morante
Via A. Cozza, 7 – Ostia Lido
Inaugurazione Martedì 15 luglio ore 18.00
Dal 15 al 26 luglio nelle sale espositive della biblioteca Elsa Morante saranno esposte le opere di tre artisti iracheni Zaynab’Abd alKarim’Ali (artista figurativo), Muhaymin Sami alAmili (stilista), Hamid alHimyari (artista figurativo).
Zainab’Abd alKarim’Ali nasce a Bagdad nel 1974 si diploma all’Accademia di Belle Arti di
è membro dell’Unione dei Pittori Iracheni. Le opere presenti nella mostra permettono di “seguire il suo percorso artistico partendo dalle opere figurative in cui si destreggia tra uno stile punteggiato e uno sfumato, fino agli interessanti approdi al formalismo” ( Dott.ssa Sara Nardoni – critica d’arte).
Muhaymin Sami alAmili, nasce a Bagdad nel 1979 si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Bagdad, studioso dell’evoluzione storica del costume e fashion designer. Nella mostra sono presenti bozzetti di abiti realizzati per importanti manifestazioni quali il Festival Internazionale di Babilonia (2001-2002). “Per Muhaymin Sami l’abito si trasforma in un mezzo per raccontare e celebrare la storia millenaria e le tradizioni del suo paese…Elemento stilistico che fa da comune denominatore ai vari abiti è l’equilibrata antitesi tra l’essenzialità delle linee e la preziosità dei decori” (Dott.ssa Sara Nardoni – critica d’arte).
Hamid alHimyari, nasce a Bagdad nel 1965 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bagdad, diplomato in Fotografia a Roma, è membro del Sindacato degli Artisti Iracheni. Artista di fama internazionale ha partecipato a numerose mostre in Iraq, Giordania, Egitto, Siria, Libia, Norvegia, Italia.
Tiziana di Bartolomeo
Espressioni D’Arte vi invita
Martedì 15 Luglio ore 18.00
La S.V. è invitata all’inaugurazione della mostra di
Zaynab’Abd alKarim’Ali (artista figurativa), Muhaymin Sami alAmili (stilista),
Hamid alHimyari (artista figurativo)
A cura dell’Ambasciata della Repubblica dell’Iraq
Dal 15 al 26 luglio
Presso le sale espositive della Biblioteca Elsa Morante
Via A. Cozza, 7 – Ostia Lido
allestimento a cura di Antonio Laglia
Espressioni D’Arte suggerisce la Mostra di pittura del Toscanaccio
“SEGNI DI EROS E NON”
7 giugno – 28 giugno 2008
Giuseppe Vittorio Scapigliati,
detto il Toscanaccio
Sabato 7 giugno alle ore 18,30 fino alle 23
presso le Sale espositive della biblioteca Elsa Morante di Ostia, Via Cozza 7
si inaugura la mostra di pittura ” Segni di Eros e Non” dell’artista
Giuseppe Vittorio Scapigliati, detto il Toscanaccio
“L’Arte non ha niente di mitico, di magico, di morale.
Essa è soltanto il Grande Inganno attraverso il quale
l’Uomo s’illude di poter percepire l’idea dell’Eterno,
dell’Assoluto, di Dio”.
iltoscanaccio@tiscalinet.it
la mostra segue gli orari della biblioteca
Non rinuncerò mai al sottile, perverso piacere di essere comunque contro.
Nel mio deserto infuocato coltivo fiori bellissimi ed è sempre primavera.
L’arte non ha niente di mitico, di magico, di morale. Essa è soltanto il grande inganno attraverso il quale l’uomo si illude di poter percepire l’idea dell’eterno, dell’assoluto, di Dio.
Guai cercare un dio nelle chiese.
Io non cito, io mi cito…. addosso.
In cielo non c’è un Dio, in giro non c’è un Dio. Si sente soltanto il russare volgare dell’uomo.
I veri nemici vanno rispettati… ci insegnano sempre qualcosa.
Per piccolo o grande che sia il potere non smentisce mai la propria arroganza, il proprio cinismo. Calpesta senza emozioni i fiori più belli. Quando sente un respiro di vita, colto dal panico, diventa spietato.
L’unico possibile paradiso è su questa terra dove per fortuna, c’è anche l’unico possibile inferno. Altri paradisi, altri inferni non esistono.
a cura di Antonio Laglia e Tiziana Di Bartolomeo
Espressioni D’Arte presenta la
Mostra personale di Michela Lenzi
6giugno- 6 luglio 2008
inaugurazione 6 giugno ore 19,30
presso Zenzero Biorestaurant
Viale della Pineta 30, Ostia Lido 06.5621293
A cura di Tiziana di Bartolomeo
michy_webart@virgilio.it
Michela Lenzi
Il versante astratto dell’arte di ispirazione naturalista ha il difficile compito di trattare della più spontanea fra le esperienze – quella, appunto, del contatto con la Natura – usando un modo espressivo che non sia “verista” nel senso che non si serva dell’effetto di somiglianza esteriore con le cose rappresentate ma vada a cercare una più profonda ragione, possibilmente anche carica di contenuto affettivo. Si potrebbe usare, per Michela Lenzi, il termine mimetico, che, alla traduzione dal greco in italiano suonerebbe sempre “imitazione” ma, in questo caso, viene adoperato per significare che l’artista ha operato analogamente alla natura, non solo preoccupandosi di catturare le somiglianze epidermiche.
Che significa, però, fare pittura allo stesso modo in cui la Natura fa il suo lavoro che è quello di creare e modificare? Anzitutto senza avere a pretesa di separare il ragionamento dall’emozione, il progetto dallo slancio creativo, il colore dalla forma. La natura procede per passi che sono sempre vitali e che sempre posseggono una loro bellezza intrinseca e anche quando si evolvono ciò che è venuto prima conserva la sua unicità. Lavorare con i colori come la natura fa con la linfa e le carne vuol dire amare momento per momento la materia che si usa e anche lo spazio in cui la propria creatura viene ad inserirsi.
The ‘Artistic Waves’ exhibition is the final outcome of several projects of conviviality in favour of art, that produces moments when its own expressive mean becomes a desire for passion, friendship and sharing common spaces.
The journey ‘Artistic Waves’ – the Art Expression exhibition (Culture Association) - wants to take up for this year’s edition is the following: Time Recovered and Fantastic viewpoint
One of the exhibitions is perfectly placed within the ‘Elsa Morante’ library, a creativity’s recess where art and culture melt one another.
The ‘Elsa Morante’ library is one of the biggest library in Rome. It is placed in Ostia, Lungomare Paolo Toscanelli, in a building that dates back to the years 1920 – 1930 and which gave hospitality to a seaside holiday home named after Vittorio Emanuele III.
There is also an exclusive expository space of the I.S.B.C.C. and in this place in june 2002 has been inaugurated the expository wing.
During these 5 years, the expository spaces have become a reference point for artists, painters, sculptors and people who always deal with art.
These artists want to put themselves to the test and this is the spirit which differentiate them: they want to know each other, want to stay together and to talk together. They always love and deal with the roots of art.
There is another library that will take up the same journey passing through 4 libraries in Rome.
Art Expression Di Bartolomeo Tiziana
Translation Chiara Nardini
Nata a Roma nel 1967, dove vive e lavora.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nella sezione di Pittura con il professore Enzo Brunori e nel 2005-2006 si specializza nel Web Design.
Ha compiuto varie esperienze lavorative e collaborazioni nel mondo del restauro, del cinema, del Web Design.
Inizia ad esporre nel 1987. Nel 1989 partecipa alla collettiva “101 Artisti”, “Studio 1” Roma. 1993 collettiva “Arte per 1000” presso “Sala 1” Roma. 1998 Estemporanea di pittura ad Avezzano.
Nel 2002 partecipa alla collettiva Associazione A.R.C.A. “Racconti visivi”, Biblioteca Morante Roma; poi collettiva Associazione A.R.C.A. “Sulle Orme degli Equi” Palazzo Baronale Roviano (RM); ed ancora nel 2002 mostra collettiva “Contro ogni violenza”, Palazzo Comunale di Boville Ernica (FR).
2003 mostra collettiva “Il volo tra sogno, arte e storia” al C.A.S.C., Banca d’Italia Roma. Collettiva “Contatto” , Biblioteca Elsa Morante, Roma 2003. Collettiva “Nature molteplici”, Aula Consiliare Comune di Marta (VT) 2005. Mostra collettiva “Dialogue Artist”, Sale espositive Biblioteca Elsa Morante (RM) 2005. Mostra collettiva nella sede Associazione A.R.C.A. 2006. Espone dal 7 luglio-30 agosto 2007 “Il Tempo ritrovato” Biblioteca Elsa Morante, Roma. Mostra Comune di Riofreddo Luglio-Agosto 2007.
“Prospettive interiori Realtà Esteriori” Arte al femminile Biblioteca Comunale Marconi (Roma) 11- 29 Gennaio 2008
Mostra Collettiva Circolo Progetto Arte 29 Marzo – 13 Aprile Lido di Roma
Personale “Interazione con la natura” Biblioteca Elsa Morante 2005.
Mostra personale al Porto di Lido di Roma RM) 2007.
Racconta paesaggi, luoghi, situazioni quotidiane con inquadrature sospese, quasi immobili. Dipinge ciò che vede, scene di lavoro o momenti di solitudine, con sincerità, attraverso volumi plastici che esprimono l’istanza perentoria della sua pittura.
Storico dell’Arte Cristina Danese
Le attività umane e le persone al lavoro costituiscono il soggetto dell’epica moderna. Non è una constatazione recente: sin dall’Ottocento, quando il ricorso alla mitologia è sembrato un espediente ormai abusato e, in fondo, poco sentito si è concretata questa alternativa. Si è cominciato a guardare l’esercizio quotidiano come la possibile sorgente di una nuova poesia e un’epica più verace. L’essere umano colto nelle sue attività risulta severo e bello come in antico poteva esserlo un soggetto guerriero.
Questa fu l’utopia del sentimento ottocentesco che mirava a sbarazzarsi della retorica in favore di nuovi valori estetici. I successivi eventi hanno temperato questo idealismo ma non è passata la stagione della ricerca del vero e, in particolare, dell’attualità che posseggono le scene tratte dall’inesauribile flusso della vita quotidiana.
Germana Ponti adopera le inquadrature fotografiche stringendo sul soggetto ed intensifica la qualità cromatica delle scene che così acquistano l’intensità da bassorilievo di alcune scene che hanno reso celebre la pittura americana di fine Ottocento. Come nelle opere di matrice americana e realista, in questi dipinti c’è la scoperta della dignità del presente, la condensazione di vicende in composizioni serrate con una cromia forte ma espressiva e, quindi, libera dallo scrupolo di voler ambire a raffinati pittoricismi che possono indebolire la compattezza dell’insieme.
Storico dell’Arte Gianluca Tedaldi
Massimo Fiocco
Chi l’avrebbe detto a Massimo Fiocco che la sua intensa e anche fortunata attività di scrittore teatrale, (con quella così forte premessa del genitore tutto votato alla letteratura drammatica) dovesse poi aver esito nella pittura (che - per fare un ultimo inciso - lo aveva pur affascinato nella primissima adolescenza) e, soprattutto, in una pittura tutta di pasta, di colore: formale e non letteraria.
Massimo è un uomo appassionato, giovane intimamente, sempre pressato dall’urgenza di sviscerare il suo lancio vitale; al vederlo ha il cappello a larghe tese, spesso il soprabito, le maniere del gentiluomo. Nello studio ha la febbre, divora e sovrappone storie d’arte della modernità con avida capacità prensile e quando si pone di fronte al dipinto parla una lingua di solo colore. Non che la forma non esista per lui ma ha la funzione dei versi di certe canzoni, che tengono dietro alla melodia. La materia lo interroga, lui tenta le sue risposte, si crea un dialogo e poi il dialogo si interrompe o si ricostituisce con una contraddizione. É un rapporto segreto, profondamente sincero, l’ambizione è quella di ricostruire il tessuto emotivo della vita nelle mutate dimensioni della tela e del pigmento.
Metamorfosi per una palingenesi. Paroloni? Si, ma con una ragione. Come diceva Picasso, la pittura è una menzogna che serve a scoprire il vero. Ci si trasforma per liberarsi di ciò che non ci appartiene; d’altra parte, ciò che si cerca coincide quasi sempre con ciò che si è perduto in un momento imprecisato della nostra storia passata, forse l’adolescenza. Sotto le sue mani la Natura si trasforma, le rocce diventano organiche, la vegetazione si fa, alla Cezanne, petrosa.
La Palingenesi è una rinascita di ciò che era esausto. Nella pittura di Fiocco si succedono continuamente queste fasi di espansione, di ripensamento e di recupero di energie che sono quasi tangibili nei ragionamenti cromatici con i quali si esprime.
Gianluca Tedaldi