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Germana Ponti

Aprile 13, 2008 · Lascia un Commento

GERMANA PONTI

Racconta paesaggi, luoghi, situazioni quotidiane con inquadrature sospese, quasi immobili. Dipinge ciò che vede, scene di lavoro o momenti di solitudine, con sincerità, attraverso volumi plastici che esprimono l’istanza perentoria della sua pittura.

Storico dell’Arte Cristina Danese

Le attività umane e le persone al lavoro costituiscono il soggetto dell’epica moderna. Non è una constatazione recente: sin dall’Ottocento, quando il ricorso alla mitologia è sembrato un espediente ormai abusato e, in fondo, poco sentito si è concretata questa alternativa. Si è cominciato a guardare l’esercizio quotidiano come la possibile sorgente di una nuova poesia e un’epica più verace. L’essere umano colto nelle sue attività risulta severo e bello come in antico poteva esserlo un soggetto guerriero.

Questa fu l’utopia del sentimento ottocentesco che mirava a sbarazzarsi della retorica in favore di nuovi valori estetici. I successivi eventi hanno temperato questo idealismo ma non è passata la stagione della ricerca del vero e, in particolare, dell’attualità che posseggono le scene tratte dall’inesauribile flusso della vita quotidiana.

Germana Ponti adopera le inquadrature fotografiche stringendo sul soggetto ed intensifica la qualità cromatica delle scene che così acquistano l’intensità da bassorilievo di alcune scene che hanno reso celebre la pittura americana di fine Ottocento. Come nelle opere di matrice americana e realista, in questi dipinti c’è la scoperta della dignità del presente, la condensazione di vicende in composizioni serrate con una cromia forte ma espressiva e, quindi, libera dallo scrupolo di voler ambire a raffinati pittoricismi che possono indebolire la compattezza dell’insieme.

 

 Storico dell’Arte Gianluca Tedaldi

 

 

 

 

Categorie: Arte · Eventi · Italia · Mostre · Pittura · Roma
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